SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 00:59 DI giovedì, 08 maggio 2008 | in : commenti, internet, notizie, domande, sfiga, sfortuna
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Un impiegato comunale della città giapponese di Kinokawa è riuscito a visitare oltre 780.000 siti porno in nove mesi. Per farlo non ha usato il proprio computer di casa ma il Pc dell'ufficio. Una vera e propria fissazione la sua. In un giorno, l'uomo, un 57enne riusciva a visitare in media 10.000 pagine Web, quasi 20 al minuto.
Chiamatelo speedy - Certo non è ben chiaro cosa riuscisse a vedere in questi siti. Se questa risulta essere infatti la media reale dei siti porno visitati il personaggio si sarebbe soffermato su ogni portale non oltre 3 secondi.
Fregato da un virus informatico - Il suo vizietto è stato però scoperto a seguito di un problema: il suo computer è stato infettato da un virus informatico. Quando ha richiesto assistenza il tecnico ha riferito ai superiori che hanno ordinato un controllo approfondito per stabilire quali siti avesse visitato. Qui l'incredibile scoperta.
L'impiegato passava l'intera giornata a "non lavorare" - Il comune non lo ha comunque licenziato ma ha deciso ugualmente di "degradarlo" riducendogli lo stipendio di 190 dollari. Lo scorso luglio l'impiegato aveva raggiunto un altro record simile, riuscendo a visitare ben 177.000 siti porno in 30 giorni.fonte
BEH, SEMPRE MEGLIO CHE TIMBRARE IL CARTELLINO E POI ANDARSENE IN GIRO PER LA CITTA' A FAR ALTRO (COME NEL NOSTRO ITALICO PAESE)...O NO???
ad maiora, smanettoni!!!
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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 01:43 DI venerdì, 28 marzo 2008 | in : politica, vita, internet, notizie
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HO SOLO UN LINK DA FARVI LEGGERE...
CLICCATE QUI SE AVETE QUALCHE AMICO GIORNALISTA
ad maiora...

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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 01:58 DI giovedì, 13 marzo 2008 | in : pensieri, commenti, internet, notizie, sfiga, stranezze, soldi, sfortuna
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QUANDO HO LETTO IL TITOLO DELLA NOTIZIA, HO PENSATO SUBITO ALLO "SMANETTONE" MANIACO DEI TELEFONINI, MA POI...

In Cina una signora di 37 anni ha dato fuoco a 400 telefoni cellulari perchè abbandonata dal marito.
L'incredibile notizia arriva da Weifang (Shandong) dove la signora Wang, il 3 marzo scorso, ha reagito in malo modo all'intenzione del marito di porre fino al loro matrimonio.
Il marito, titolare di un negozio di
telefonini, ha così visto andare letteralmente in fumo circa 400 cellulari per un valore di 300,000 yuan, pari a circa 42.000 dollari.
Secondo quanto riportato da Xinhua News Agency, dopo l'incidente la donna è stata arrestata per incendio doloso.
fonte

HO PENSATO TRA ME E ME...
"ERA MEGLIO. "SMANETTONE" CHE PROPRIETARIO DI UN NEGOZIO..."

AD MAIORA..."SMANETTONI"

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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 12:44 DI domenica, 09 marzo 2008 | in : fotografie, internet, domande
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CERTO CHE E' VERAMENTE STRANO QUELLO CHE SI VEDE SUL WEB...
AD ESEMPIO QUESTA FOTO
bside

CHE MAGARI SE LA TIPA NON FOSSE DIVENTATA FAMOSA PER UN'ALTRA COSA POTEVA SEMPRE ASPIRARE A MIGLIOR BSIDE DEL MONDO...
MA CHI E' COSTEI???
DAI FATEVI AVANTI E TIRATE AD INDOVINARE...
AD MAIORA...

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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 10:39 DI martedì, 26 febbraio 2008 | in : commenti, internet, giustizia, domande
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Copincollo fedelmente da PuntoInformatico:
Roma - Un altro blogger italiano finisce nei guai a causa di una denuncia per diffamazione, una denuncia non dovuta ad una propria esternazione quanto invece al fatto di aver riportato sul proprio blog una notizia con indicazione della fonte e link, notizia ritenuta diffamante. Il fatto di averla ripresa è stato sufficiente a far piombare su di lui una denuncia.
Della vicenda
ha parlato Simone Rodriguez sul suo blog, in cui spiega: "Stiamo parlando di un blog amatoriale come il mio ed il vostro. Un blog nato per passione (per la propria terra) e soprattutto per diletto. Insomma un blog incentrato sul confronto e la discussione e non certo sulla denuncia (che lasciamo alle testate giornalistiche)". La domanda è chiarissima: "Quando si parla di un blog amatoriale che riporta chiaramente che la notizia proviene da fonti esterne bisogna applicare le stesse rigide regole", le regole cioè applicate alle testate giornalistiche? "Eppure - osserva Rodriguez - sarebbe bastato chiedere al webmaster di rimuovere l'articolo".
Il blogger denunciato gestiva il sito
CinidiSicilia che ora in home page pubblica un sunto della propria vicenda, e solo quello: "(...) per questo il titolare del dominio è stato denunciato penalmente, per aver copiato ed incollato una notizia che a quanto pare risulta infondata e siccome abbiamo altro da fare nella vita per mandare avanti le nostre famiglie, ci troviamo costretti a chiudere tutto per non andare incontro ad ulteriori problemi"
I fatti li ha ricostruiti con Punto Informatico proprio il blogger denunciato. Racconta come nel settembre 2007 uscì "su molti siti Internet e probabilmente anche su qualche quotidiano locale (in totale sono una cinquantina i denunciati come me) una notizia riguardante casi di mala-sanità riscontrati dalla polizia in un policlinico siciliano. La notizia fu eclatante perché si parlava di topi morti e feti mal conservati, gli articoli riportavano riferimenti precisi a luoghi, forze dell'ordine e querelanti che avevano denunciato il fatto, con tanto di motivazioni, insomma tutto sembrava tranne che una notizia superficiale (ammesso che lo sia)".
"Ingenuamente - spiega a PI - ho ritenuto opportuno copiare ed incollare, così come il suo autore l'ha pubblicata, la notizia sul mio blog con tanto di fonte riportata in basso e screenshot del sito al solo scopo di commentarla con gli amici. Due giorni fa, a cinque mesi dalla pubblicazione, ricevo una telefonata della polizia postale che mi chiede di presentarmi da loro, lo faccio immediatamente e vengo formalmente denunciato".
Una questione bollente quella della
responsabilità dei blogger, un ambito nel quale non manca chi chiede giri di vite ed interpretazioni restrittive delle attuali normative, ad esempio per far ricadere anche i blogger nell'alveo della legge sulla stampa.
In questo caos normativo, e in assenza di una solida giurisprudenza che riporti il blogging ad un livello minimo di serenità, "l'unica cosa che ho potuto fare - racconta a PI il blogger denunciato - è stata quella di rilasciare una dichiarazione spontanea da allegare al protocollo che verrà inviato al magistrato dove ho tentato di spiegare la mia posizione, chiarendo che un blog non è una testata giornalistica, che non veniva aggiornato con alcuna periodicità, che la sua visibilità era pressoché nulla e che la fonte a cui ho fatto riferimento aveva sempre riportato notizie attendibili".
"Al momento - prosegue - sono ancora scosso perché mi reputo una persona onestissima, lavoro per pagare le tasse perché ne pago parecchie (circa il 66%), non riesco a mentire nemmeno ad un bambino e mai mi sarei aspettato che potesse accadermi una cosa del genere, sicuramente sarò stato ingenuo, ma come me credo ce ne siano parecchi tra i blogger, per questo chiedo la diffusione di questa notizia, per quelli come me... non per me, io ormai posso solo mettermi nelle mani di avvocati e magistratura".
I casi di blogger denunciati per diffamazione
aumentano di continuo prefigurando un clima ostile alla libera espressione del pensiero sulla rete italiana. Una situazione che rischia di diventare esplosiva: sono ormai decine i blogger italiani che rischiano un processo per quanto hanno scritto o quanto qualcuno ha scritto nei commenti ai propri post, o per un link ritenuto diffamante. Una situazione fin qui sfuggita al Legislatore, spesso incapace di seguire con la dovuta attenzione i nodi critici dello sviluppo della Società dell'Informazione. Lasciare che siano normative interpretate in senso restrittivo e la scarsa conoscenza della rete a determinare magari in tribunale quali debbano essere i confini dei diritti degli utenti nell'era digitale - si dice da più parti in questi mesi - potrebbe rivelarsi un clamoroso boomerang oltreché una nuova imperdonabile leggerezza di chi abita la stanza dei bottoni.
Ma allora a che serve tenere un blog e specificare e delucidare etc etc???
Adesso spero che non mi facciano qualcosa solo per aver riportato questa notizia, con tanto di link ovunque ce n'era il motivo.
ad maiora gente

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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 02:50 DI giovedì, 21 febbraio 2008 | in : fotografie, internet, notizie
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paolinarubiosexiHa posato nuda, nascondendo le proprie sensuali curve con la bandiera messicana, ed è stata per questo condannata a passare 36 ore agli arresti domiciliari e a pagare una multa di 3.000 euro. E' quanto accaduto alla bellissima cantante Paulina Rubio, le cui immagini, pubblicate su Cosmopolitan, hanno scandalizzato le autorità del Paese. Secondo quanto stabilito dall'articolo 56 della Costituzione messicana la cantante ha fatto comunque "un uso improprio del vessillo".La madre di Paulina Rubio ha tentato di difendere la figlia, parlando di una modifica della foto realizzata a sua insaputa da uno specialista grafico esperto nell'uso del programma Photoshop. La fotografa Teresa Peyrí si è detta poi "sconcertata" mentre Paulina Rubio non ha lasciato dichiarazioni.
fonte
paulina rubio sexi2POTEVA SEMPRE DIRE CHE LO HA FATTO PER LA PATRIA.
E POI PENSO CHE NE VALESSE LA PENA VISTA QUESTA FOTO QUA, CHE NE DITE?
MI RIFERISCO AI MASCHIETTI, MA ANCHE ALLE FEMMINUCCE.









ad maiora, gente!!!

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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 12:01 DI sabato, 09 febbraio 2008 | in : pensieri, internet, catastrofi, notizie, apocalisse
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LEGGO SULL' ANSA QUESTA NOTIZIA:
Il 2008 potrebbe essere l'anno zero dei viaggi nel tempo, il punto limite raggiungibile da future generazioni di tempo-nauti in possesso dell'appropriata tecnologia. E questo grazie al nuovissimo acceleratore di particelle (LHC) in via d'inaugurazione al CERN di Ginevra - il centro europeo di studi fisici sulle particelle, capace, sembra, di "piegare lo spazio-tempo". Ma come nei migliori esempi di scoperte scientifiche destinate a cambiare la storia dell'uomo, potrebbe essere tutto frutto del caso. Secondo le ipotesi formulate da Irina Aref'eva e Igor Volovich, due studiosi russi - riprese dal settimanale britannico New Scientist - il LHC potrebbe infatti rivelarsi la prima macchina del tempo mai costruita dal genere umano, perché in grado, data la sua potenza, di piegare lo spazio-tempo creando una sorta di "cunicoli" attraverso i quali viaggiare nel tempo.
Ora, il New Scientist chiarisce subito che non sarà possibile andare in vacanza nel futuro entro il prossimo Natale.
La natura di queste teorie è, infatti, squisitamente ipotetica. La madre di tutte le teorie che hanno cercato di dimostrare la fattibilità di tali viaggi è la teoria della relatività di Einstein - il primo a dirci che nel nostro universo sono presenti quattro dimensioni, l'ultima delle quali è appunto il tempo. Massa ed energia - in dosi spettacolarmente massicce - possono influenzare la dimensione del tempo. Quindi è arrivata la teoria dei "cunicoli" - che attraversano come delle gallerie i cicli temporali presenti nello spazio-tempo.
E qui entra in ballo l' LHC. Secondo Irina Aref'eva e Igor Volovich, l'acceleratore di particelle del CERN potrebbe creare dei cunicoli spazio-temporali e così permettere alcune forme di viaggio nel tempo - quantomeno a livello molecolare. "Ci siamo resi conto - ha detto Aref'eva - che i cunicoli possono anche venir creati inseguito a delle collisioni molecolari", ovvero ciò che accade in un acceleratore di particelle. Ovviamente, la questione, a livello pratico, si complica moltissimo. "Un cunicolo è una specie di protuberanza che fuoriesce dal normale corso del tempo, come il manico di una tazza da té", spiega Francisco Lobo, dell'università di Lisbona. "Se si vuole trasformare un cunicolo in una macchina del tempo bisognerebbe fare in modo che le due estremità del manico aderiscano alla 'tazza' esattamente nel punto giusto". Un'operazione che non siamo in grado di fare al momento - e nemmeno in un prevedibile futuro. Eppure, potrebbe esserci un giorno in cui si scoprirà il modo per far 'crescere', 'stabilizzare' e quindi 'manipolare' all' uopo un cunicolo in modo da viaggiare nel tempo. Ma in quel caso, i viaggiatori di quel tempo lontano potrebbero tornare solo al 2008, comparendo al Cern di Ginevra: l'ipotesi, infatti, é che si possa tornare indietro solo al punto dove si sono aperti i 'cunicoli'.
E HO PENSATO SUBITO A JOHN TITOR...CHE NE AVREBBE PARLATO GIA' NEL 2000...
OPS!!!
ad maiora...internauti!!!

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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 12:31 DI sabato, 02 febbraio 2008 | in : vita, internet, notizie, domande, italiano, stranezze
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Il governo lituano sta pensando di cambiare nome al proprio Paese. L'attuale denominazione, giudicata difficile da pronunciare e comunque difficilmente memorizzabile, è considerata un handicap per lo sviluppo della repubblica baltica, particolarmente sotto il profilo turistico. Ulteriore motivo per cui si desidera cambiare il nome al Paese è poi la confusione che questo genera fra i turisti. In tanti, sostiene un portavoce del governo, confondono la Lituania con la Lettonia e l'Estonia.
Quasi per gioco un sito internet italiano, Essentialnews.net, ha provato a lanciare una iniziativa simile anche per l'Italia. I lettori del sito, forse spinti dal malumore che in questo periodo aleggia nel nostro Paese, hanno accettato di buon grado il test ed ecco così arrivare una lunga lista di possibili nomi.
Uno dei nomi più gettonati è Svizzera, ma a quanto pare un altro stato lo ha scelto prima di noi. Le restanti alternative rimaste in gara sono "Stivalonia", "Poltronia", "Lavitivia", e "Nubicuculia". Un utente evidentemente adirato con i politici ha suggerito poi "Ladronia", "Repubblica Banania", "Repubblica Pollitica" e il più eufonico "Evasoria". La scelta è tuttavia difficile.
Un utente di Essential, pensando a come sfruttare al massimo il fascino dei paesi dell'Est ha poi consigliato di prendere noi italiani il nome Lituania, già noto nel mondo e, a questo punto, quasi completamente libero da copyright. Chi avesse dei suggerimenti può lasciare un commento indicando il nome alternativo a Italia e il motivo di questa sua scelta.
fonte

Mah, a me viene in mente solo una cosa:
Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate;
il visagista delle dive e' truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si' Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si' puoi dir di no, ma questa e' la vita.
Prepariamoci un caffe', non rechiamoci al caffe' : c'e' un commando che ci aspetta per assassinarci un po'.
Commando si' commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c'e' la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu' sangue scorrera' ;
infetto si' ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si' primario dai, primario fantasma,
io fantasma non saro' e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro'
"fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l ' ho nella panza".
Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande cosi'.
Italia si' Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo; un totale di due pizze e l'Italia e' questa qua.
Fufafifi' fufafifi' Italia evviva.
Italia perfetta, perepepe' nanananai.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo:
in totale molto pizzo, ma l ' Italia non ci sta.
Italia si' Italia no, Italia si'
ue', Italia no,ue' ue' ue' ue' ue'.
Perche' la terra dei cachi e' la terra dei cachi. No.

GRAZIE DI ESISTERE...ELIO!!!
e comunque a prescindere quel sito, voi che nome dareste al nostro italico paese??? Io cambierei in Paperopoli o Topolinia...al max Topolandia!!!
ADMAIORA, ITALICI!!!

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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 00:48 DI mercoledì, 21 novembre 2007 | in : internet
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Avviso agli internauti: attenzione, code e rallentamenti sono previsti sull’intera rete Internet nel 2010. Il drammatico bollettino è stato diffuso lunedì da Nemertes Research Group, un istituto di ricerca americano che ha pubblicato i dati di uno studio parallelo sulla crescita del traffico online globale e sugli investimenti previsti sulle infrastrutture.
Il risultato, spiega Nemertes, è disarmante. Se il traffico online continuerà a cresce con i ritmi attuali le infrastrutture di Internet non riusciranno più a reggerne l'impatto e nel giro di un paio d’anni il Web potrebbe trasformarsi in una specie di tangenziale nord di Milano all’ora di punta (il paragone è nostro). Tutti in coda a caccia di un download, video di YouTube avanti a passo d’uomo, navigazione biblica come ai vecchi tempi delle connessioni telefoniche pre-Adsl.
Il problema è legato al successo di alcuni servizi Web, in particolare quelli legati alla distribuzione di video (leggi: YouTube) e al P2P (BitTorrent). Il boom è inarrestabile e per definire la quantità di dati che circolano in Rete ormai si è costretti a coniare continuamente nuove unità di misura. Ecco quindi che YouTube è “accusata” dalla ricerca Nemertes di mettere in circolazione su Internet ogni mese qualcosa come 27 petabytes (27 milioni di gigabytes). Mentre complessivamente in un anno in Rete si muovono circa 161 exabyte (cioè 161 miliardi di gigabyte).
Citando
Wikipedia, nel futuro sentiremo parlare sempre più spesso anche di zettabyte (mille miliardi di gigabyte) e yottabyte (mille zettabyte). E tanti saluti ai cari vecchi kilo e megabyte.Già a partire dal prossimo anno è previsto un considerevole incremento del traffico, legato al miglioramento della qualità di YouTube (in arrivo i video ad alta definizione), alla costante crescita di BitTorrent, alla diffusione di piattaforme come Joost e Babelgum che si servono del P2P per distribuire online ore e ore di programmi televisivi.
Secondo Nemertes l’ingolfamento non è inevitabile. Basta che gli investimenti crescano fino a una cifra stimata intorno ai 137 miliardi di dollari, che è decisamente più alta di quella prevista dai piani industriali delle aziende che si occupano di dorsali, reti a banda larga e infrastrutture varie. In aiuto potrebbero arrivare i governi, per esempio detassando le società coinvolte nel settore o agevolandone gli investimenti. Non è un caso, da questo punto di vista, che la ricerca di Nemertes sia sostenuta
dall’Internet Innovation Alliance, un’associazione che raccoglie tra gli altri il grande provider AT&T. Per quanto credibile, insomma, il grido d'allarme non è del tutto disinteressato.
fonte lastampa

A MIO AVVISO, MA SOLO A MIO AVVISO E' UN PROBLEMA CHE FORSE NON SI PONE...PENSO PROPRIO CHE NEL 2010 IL WEB COME LO CONSIDERIAMO ORA NON ESISTERA' PIU'.
MA POI...TUTTO SOMMATO NON E' CHE ORA SIA COSI' VELOCE, PRENDI "QUELLI" CHE TI PROMETTONO 20MEGA, ALICE PER ESEMPIO, IO CE L'HO DA MAGGIO E SOLO DA UNA SETTIMANA IL MAX DELLA VELOCITA' IN DOWN CHE RIESCO A RAGGIUNGERE E' 6MEGA...CON CONSEGUENTE RALLENTAMENTO QUANDO MI TROVO IN POSTI DICIAMO...TRAFFICATI.
CONCLUDENDO QUINDI O 2010 O 2008 NON VEDO TANTA DIFFERENZA...
INFINE ANCHE SE FOSSE...PRIMA COME SI FACEVA???

ad maiora...gente 
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SCRITTO...FORSE DA ME: LONEJEPS,CHE POI DOVREI ESSERE IO(DIPENDE DA CHE ORE SONO)!!!ALLE 03:21 DI giovedì, 15 novembre 2007 | in : commenti, internet, notizie
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Una Magna Charta dei cybernauti

Arturo Di Corinto


Mentre il confronto sul futuro della rete prosegue con qualche scaramuccia all'Internet Governance Forum di Rio (IGF), gli italiani infilano un importante risultato diplomatico. Martedì sera è stato infatti firmato un accordo bilaterale fra l'Italia e il Brasile che li impegna reciprocamente a promuovere l'Internet Bill of Rights, una sorta di magna charta per Internet, e a trasformarla in uno dei temi centrali di discussione del prossimo IGF di Nuova Dehli in India nel 2008. L'idea di una costituzione per Internet era nata in occasione del WSIS di Tunisi e poi era stata sviuppata dalla delegazione italiana al'IGF di Atene ma aveva preso forma solo col Dialogue Forum on Internet Rights di settembre scorso a Roma. L'esigenza di una carta per l'autoregolamentazione di Internet era matura da tempo: di fronte alle continue violazioni dei diritti umani in Internet da parte di governi e corporation è tempo di riaffermare il loro valore attraverso un processo di confronto e discussione sulle regole stesse di Internet onde reclamare il suo carattere storicamente universale, aperto e pubblico.Così dopo aver lanciato l'appello per individuare i contenuti di questa proposta, una folta coalizione dinamica si è aggregata alla proposta e molti dei rappresentanti dei cinquanta gruppi che finora la compongono ieri si sono assiepati per discutere lo stato dell'arte di questa proposta nel workshop ad essa dedicato. Stefano Rodotà, componente del Comitato italiano per la governance di Internet, ha avuto l'onere di illustrare la proposta affermando che in una società aperta e democratica non è più tollerabile che grandi multinazionali possano spiare i dati personali dei navigatori di internet o che i governi possano impedire ai propri cittadini di comunicare con il resto del mondo come troppo spesso accade, e neppure che può essere lasciata ai privati l'iniziativa di stabilire le politiche pubbliche di uno strumento che è diventato un ambiente di interazione fondamentale per la democrazia mondiale. Ma se la rete è di tutti, cittadini, governi e imprese, è stato ribadito che il processo di discussione dei contenuti della carta deve necessariamente seguire una logica multistakeholder come la stessa governance di Internet richiede. Perciò anche se non si tratta di definire con precisione i suoi contenuti quanto identificare delle linee guida per inquadrare questioni fondamentali come la libertà d'espressione, l'uguglianza e la solidarietà nella società dell'informazione, la scomessa è quella di lavorare globalmente a un set di documenti e di strumenti per applicare concretamente i diritti umani alla rete.Nessuno si nasconde le difficoltà di questo processo. Come possa essere implementata la carta, quali saranno i mezzi per applicarla, come farne una bandiera per lo sviluppo futuro di Internet. Risulta chiaro infatti che, come detto nel primo giorno del forum, l'accessibilità universale della rete rimane la precondizione per esercitare pienamente il diritto alla comunicazione nell'era digitale, questione che si trascina dietro le problematiche note del divario digitale - l'impossibilità per cinque miliardi di persone di accedere alla rete - e quelle meno note dell'interoperabilità dei protocolli, la scarsità dei nomi a dominio, la neutralità degli standard e dei software che consentono il funzionamento stesso di Internet. Ma i problemi di una sua piena condivisione sono anche più prosaici, come il timore, diplomaticamente espresso da alcuni europei, che la disponibilità di un set di regole definite limiti la flessibilità d'intervento delle istituzioni nella risoluzione di dispute internazionali relativamente al cybercrime, alla tutela della proprietà intellettuale, all'electronic warfare di alcuni stati contro altri
FONTE UNITà

A ME SUONA TANTO COME...NON SAPREI ESPRIMERMI...MA HO COME L'IMPRESSIONE CHE UNA VOLTA RESE ATTUATIVE TUTTE QUESTE NORME SI POTRA' ESSERE PIU' CONTROLLATI DI QUANTO LO SIAMO ORA, SOLO CHE CON LA COSTITUZIONE TUTTO SARA' RESO LEGALE, COMPRESO IL CONTROLLO DEI PROPRI PC...

ad maiora, gente

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