BEH, SEMPRE MEGLIO CHE TIMBRARE IL CARTELLINO E POI ANDARSENE IN GIRO PER LA CITTA' A FAR ALTRO (COME NEL NOSTRO ITALICO PAESE)...O NO???
ad maiora, smanettoni!!!
HO SOLO UN LINK DA FARVI LEGGERE...
CLICCATE QUI SE AVETE QUALCHE AMICO GIORNALISTA
ad maiora...
CERTO CHE E' VERAMENTE STRANO QUELLO CHE SI VEDE SUL WEB...
AD ESEMPIO QUESTA FOTO

CHE MAGARI SE LA TIPA NON FOSSE DIVENTATA FAMOSA PER UN'ALTRA COSA POTEVA SEMPRE ASPIRARE A MIGLIOR BSIDE DEL MONDO...
MA CHI E' COSTEI???
DAI FATEVI AVANTI E TIRATE AD INDOVINARE...
AD MAIORA...
Ha posato nuda, nascondendo le proprie sensuali curve con la bandiera messicana, ed è stata per questo condannata a passare 36 ore agli arresti domiciliari e a pagare una multa di 3.000 euro. E' quanto accaduto alla bellissima cantante Paulina Rubio, le cui immagini, pubblicate su Cosmopolitan, hanno scandalizzato le autorità del Paese. Secondo quanto stabilito dall'articolo 56 della Costituzione messicana la cantante ha fatto comunque "un uso improprio del vessillo".La madre di Paulina Rubio ha tentato di difendere la figlia, parlando di una modifica della foto realizzata a sua insaputa da uno specialista grafico esperto nell'uso del programma Photoshop. La fotografa Teresa Peyrí si è detta poi "sconcertata" mentre Paulina Rubio non ha lasciato dichiarazioni.
fonte
POTEVA SEMPRE DIRE CHE LO HA FATTO PER LA PATRIA.
E POI PENSO CHE NE VALESSE LA PENA VISTA QUESTA FOTO QUA, CHE NE DITE?
MI RIFERISCO AI MASCHIETTI, MA ANCHE ALLE FEMMINUCCE.
ad maiora, gente!!!
LEGGO SULL' ANSA QUESTA NOTIZIA:
Il 2008 potrebbe essere l'anno zero dei viaggi nel tempo, il punto limite raggiungibile da future generazioni di tempo-nauti in possesso dell'appropriata tecnologia. E questo grazie al nuovissimo acceleratore di particelle (LHC) in via d'inaugurazione al CERN di Ginevra - il centro europeo di studi fisici sulle particelle, capace, sembra, di "piegare lo spazio-tempo". Ma come nei migliori esempi di scoperte scientifiche destinate a cambiare la storia dell'uomo, potrebbe essere tutto frutto del caso. Secondo le ipotesi formulate da Irina Aref'eva e Igor Volovich, due studiosi russi - riprese dal settimanale britannico New Scientist - il LHC potrebbe infatti rivelarsi la prima macchina del tempo mai costruita dal genere umano, perché in grado, data la sua potenza, di piegare lo spazio-tempo creando una sorta di "cunicoli" attraverso i quali viaggiare nel tempo.
Ora, il New Scientist chiarisce subito che non sarà possibile andare in vacanza nel futuro entro il prossimo Natale.
La natura di queste teorie è, infatti, squisitamente ipotetica. La madre di tutte le teorie che hanno cercato di dimostrare la fattibilità di tali viaggi è la teoria della relatività di Einstein - il primo a dirci che nel nostro universo sono presenti quattro dimensioni, l'ultima delle quali è appunto il tempo. Massa ed energia - in dosi spettacolarmente massicce - possono influenzare la dimensione del tempo. Quindi è arrivata la teoria dei "cunicoli" - che attraversano come delle gallerie i cicli temporali presenti nello spazio-tempo.
E qui entra in ballo l' LHC. Secondo Irina Aref'eva e Igor Volovich, l'acceleratore di particelle del CERN potrebbe creare dei cunicoli spazio-temporali e così permettere alcune forme di viaggio nel tempo - quantomeno a livello molecolare. "Ci siamo resi conto - ha detto Aref'eva - che i cunicoli possono anche venir creati inseguito a delle collisioni molecolari", ovvero ciò che accade in un acceleratore di particelle. Ovviamente, la questione, a livello pratico, si complica moltissimo. "Un cunicolo è una specie di protuberanza che fuoriesce dal normale corso del tempo, come il manico di una tazza da té", spiega Francisco Lobo, dell'università di Lisbona. "Se si vuole trasformare un cunicolo in una macchina del tempo bisognerebbe fare in modo che le due estremità del manico aderiscano alla 'tazza' esattamente nel punto giusto". Un'operazione che non siamo in grado di fare al momento - e nemmeno in un prevedibile futuro. Eppure, potrebbe esserci un giorno in cui si scoprirà il modo per far 'crescere', 'stabilizzare' e quindi 'manipolare' all' uopo un cunicolo in modo da viaggiare nel tempo. Ma in quel caso, i viaggiatori di quel tempo lontano potrebbero tornare solo al 2008, comparendo al Cern di Ginevra: l'ipotesi, infatti, é che si possa tornare indietro solo al punto dove si sono aperti i 'cunicoli'.
E HO PENSATO SUBITO A JOHN TITOR...CHE NE AVREBBE PARLATO GIA' NEL 2000...
OPS!!!
ad maiora...internauti!!!
Mentre il confronto sul futuro della rete prosegue con qualche scaramuccia all'Internet Governance Forum di Rio (IGF), gli italiani infilano un importante risultato diplomatico. Martedì sera è stato infatti firmato un accordo bilaterale fra l'Italia e il Brasile che li impegna reciprocamente a promuovere l'Internet Bill of Rights, una sorta di magna charta per Internet, e a trasformarla in uno dei temi centrali di discussione del prossimo IGF di Nuova Dehli in India nel 2008. L'idea di una costituzione per Internet era nata in occasione del WSIS di Tunisi e poi era stata sviuppata dalla delegazione italiana al'IGF di Atene ma aveva preso forma solo col Dialogue Forum on Internet Rights di settembre scorso a Roma. L'esigenza di una carta per l'autoregolamentazione di Internet era matura da tempo: di fronte alle continue violazioni dei diritti umani in Internet da parte di governi e corporation è tempo di riaffermare il loro valore attraverso un processo di confronto e discussione sulle regole stesse di Internet onde reclamare il suo carattere storicamente universale, aperto e pubblico.Così dopo aver lanciato l'appello per individuare i contenuti di questa proposta, una folta coalizione dinamica si è aggregata alla proposta e molti dei rappresentanti dei cinquanta gruppi che finora la compongono ieri si sono assiepati per discutere lo stato dell'arte di questa proposta nel workshop ad essa dedicato. Stefano Rodotà, componente del Comitato italiano per la governance di Internet, ha avuto l'onere di illustrare la proposta affermando che in una società aperta e democratica non è più tollerabile che grandi multinazionali possano spiare i dati personali dei navigatori di internet o che i governi possano impedire ai propri cittadini di comunicare con il resto del mondo come troppo spesso accade, e neppure che può essere lasciata ai privati l'iniziativa di stabilire le politiche pubbliche di uno strumento che è diventato un ambiente di interazione fondamentale per la democrazia mondiale. Ma se la rete è di tutti, cittadini, governi e imprese, è stato ribadito che il processo di discussione dei contenuti della carta deve necessariamente seguire una logica multistakeholder come la stessa governance di Internet richiede. Perciò anche se non si tratta di definire con precisione i suoi contenuti quanto identificare delle linee guida per inquadrare questioni fondamentali come la libertà d'espressione, l'uguglianza e la solidarietà nella società dell'informazione, la scomessa è quella di lavorare globalmente a un set di documenti e di strumenti per applicare concretamente i diritti umani alla rete.Nessuno si nasconde le difficoltà di questo processo. Come possa essere implementata la carta, quali saranno i mezzi per applicarla, come farne una bandiera per lo sviluppo futuro di Internet. Risulta chiaro infatti che, come detto nel primo giorno del forum, l'accessibilità universale della rete rimane la precondizione per esercitare pienamente il diritto alla comunicazione nell'era digitale, questione che si trascina dietro le problematiche note del divario digitale - l'impossibilità per cinque miliardi di persone di accedere alla rete - e quelle meno note dell'interoperabilità dei protocolli, la scarsità dei nomi a dominio, la neutralità degli standard e dei software che consentono il funzionamento stesso di Internet. Ma i problemi di una sua piena condivisione sono anche più prosaici, come il timore, diplomaticamente espresso da alcuni europei, che la disponibilità di un set di regole definite limiti la flessibilità d'intervento delle istituzioni nella risoluzione di dispute internazionali relativamente al cybercrime, alla tutela della proprietà intellettuale, all'electronic warfare di alcuni stati contro altri
FONTE UNITà
A ME SUONA TANTO COME...NON SAPREI ESPRIMERMI...MA HO COME L'IMPRESSIONE CHE UNA VOLTA RESE ATTUATIVE TUTTE QUESTE NORME SI POTRA' ESSERE PIU' CONTROLLATI DI QUANTO LO SIAMO ORA, SOLO CHE CON LA COSTITUZIONE TUTTO SARA' RESO LEGALE, COMPRESO IL CONTROLLO DEI PROPRI PC...
ad maiora, gente