SCRITTO...FORSE DA ME:
LONEJEPS, CHE POI DOVREI ESSERE IO ( DIPENDE DALL'ORA, E IN CHE STATO SONO ) ALLE 00:11 DI
venerdì, 08 febbraio 2008 | in : pensieri, vita, commenti, sfiga, sfortuna
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Improvvisarsi ladro non è semplice, per migliaia di motivi. Un imbianchino di Caravaggio, oberato dai debiti, ha però tentato di rimettere a posto il proprio conto effettuando una rapina ai danni della filiale vicentina di Banca Intesa. L'uomo, Pietro Riccio, di 27 anni, è giunto nei pressi della banca a bordo della sua Fiat Stilo. Armato di un semplice taglierino è riuscito a superare i sensori del sistema di sicurezza e ha minacciato i tre impiegati dai quali si è fatto consegnare 20mila euro in contanti.
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Sfortuna ha voluto che al momento di lasciare la banca, varcata la bussola, la classica porta di sicurezza girevole, il meccanismo si sia inceppato tenendolo imprigionato fino all'arrivo dei carabinieri. Ai militari ha detto di aver acceso un mutuo di 30 mila euro, accumulando poi vari altri debiti per via della separazione dalla moglie, per le tasse e per l'Inps: in tutto 100 mila euro. Una cifra pesante per l'imbianchino che ha tentato così di ridurla agevolandosi con il frutto della sua rapina.
Per il maldestro ladro sono ovviamente scattate le manette ai polsi. Durante la sua permanenza all'interno della bussola inoltre l'umiliazione di esser osservato e deriso da decine di curiosi, compresi i tre impiegati della banca. Nel 2002 Riccio aveva tentato un colpo ai danni di una farmacia, anche in quel caso finì con le manette ai polsi.
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Di solito i rapinatori scappano quando sentono una sirena dei carabinieri, della polizia o comunque dopo aver messo le mani sul malloppo. E' più raro, invece, che un bandito scappi dopo essersi spaventato da solo. Chissà cos'è che ha terrorizzato il malvivente, sta di fatto che quando il delinquente ha assaltato la farmacia di Fornovo San Giovanni, in provincia di Bergamo, ha perso la testa e se l'è data a gambe.
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Di solito i rapinatori scappano quando sentono una sirena dei carabinieri, della polizia o comunque dopo aver messo le mani sul malloppo. E' più raro, invece, che un bandito scappi dopo essersi spaventato da solo. Chissà cos'è che ha terrorizzato il malvivente, sta di fatto che quando il delinquente ha assaltato la farmacia di Fornovo San Giovanni, in provincia di Bergamo, ha perso la testa e se l'è data a gambe.
Il rapinatore, un giovane a volto scoperto, è entrato come un normale cliente pochi istanti prima della chiusura, e, trovatosi solo con il farmacista, ha gridato "Fermo, questa è una rapina!", senza però estrarre nessuna arma.
A questo punto qualcosa deve averlo spaventato: si è guardato attorno e, piuttosto agitato, ha lasciato perdere: si è girato ed è scappato. E' probabile si trattasse comunque di un criminale occasionale, magari un disperato che fino a quel momento viveva onestamente.
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Si fingeva poliziotto o, a seconda della divisa pulita a disponibile, agente della Guardia di Finanza. A bordo di una vettura di servizio, un'Audi A6 rubata munita di lampeggiatore sul tettuccio, fermava gli automobilisti e comminava loro delle contravvenzioni "con lo sconto", ma solo se accettavano di pagare in contanti. Molti gli incauti che si sono fidati del balordo, del resto era vestito di tutto punto, aveva la classica paletta d'ordinanza e una pistola giocatolo nella cintura.
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Si fingeva poliziotto o, a seconda della divisa pulita a disponibile, agente della Guardia di Finanza. A bordo di una vettura di servizio, un'Audi A6 rubata munita di lampeggiatore sul tettuccio, fermava gli automobilisti e comminava loro delle contravvenzioni "con lo sconto", ma solo se accettavano di pagare in contanti. Molti gli incauti che si sono fidati del balordo, del resto era vestito di tutto punto, aveva la classica paletta d'ordinanza e una pistola giocatolo nella cintura.
I Carabinieri, quelli veri stavolta, hanno però ricevuto una soffiata e sono così riusciti a metter fine alle truffe del falso agente, catanese di 34 anni registrato all'anagrafe con il nome di Francesco Anzani. Le vittime preferite dal finto poliziotto erano principalmente i conducenti più giovani o, in alternativa, quelli più anziani. A tutti chiedeva il pagamento in contante e rilasciava una ricevuta, ovviamente falsa.
L'uomo è stato arrestato a Catania e dovrà rispondere di una lunga sfilza di reati che vanno dalla ricettazione alla truffa aggravata e continuata, alla sostituzione di persona ed infine all'usurpazione di pubbliche funzioni. Anzani è stato bloccato mentre si trovava a bordo dell'auto di servizio al cui interno sono state trovate, oltre alla paletta d'ordinanza e alla pistola giocatolo, anche 50 ricevute di false multe. L'ultima era stata fatta a un motociclista senza casco che temendo il sequestro del mezzo aveva versato 50 euro.
FONTE
QUANDO NON C'E' "LA STOFFA" E' MEGLIO LASCIAR PERDERE. PERO' E' PROPRIO VERO CHE LA DISPERAZIONE TI PORTA A FARE DI TUTTO, LE NOTIZIE IN SE' FANNO RIDERE SICURAMENTE, MA TI LASCIANO UN BEL PO' DI AMARO IN BOCCA E I FANNO RIFLETTERE PARECCHIO, IN UN PAESE COME IL NOSTRO C'E' CHI DOPO NEANCHE DUE ANNI DI PARLAMENTO SI BECCA LA PENSIONE A VITA E CHI INVECE RISCHIA LA VITA PER POTER PORTARE UN TOZZO DI PANE A CASA.
ad maiora gente!!!
FONTE
QUANDO NON C'E' "LA STOFFA" E' MEGLIO LASCIAR PERDERE. PERO' E' PROPRIO VERO CHE LA DISPERAZIONE TI PORTA A FARE DI TUTTO, LE NOTIZIE IN SE' FANNO RIDERE SICURAMENTE, MA TI LASCIANO UN BEL PO' DI AMARO IN BOCCA E I FANNO RIFLETTERE PARECCHIO, IN UN PAESE COME IL NOSTRO C'E' CHI DOPO NEANCHE DUE ANNI DI PARLAMENTO SI BECCA LA PENSIONE A VITA E CHI INVECE RISCHIA LA VITA PER POTER PORTARE UN TOZZO DI PANE A CASA.
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