SCRITTO...FORSE DA ME:
LONEJEPS, CHE POI DOVREI ESSERE IO ( DIPENDE DALL'ORA, E IN CHE STATO SONO ) ALLE 00:35 DI
giovedì, 13 dicembre 2007 | in : pensieri, vita, commenti, notizie, domande, soldi
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Un senzatetto ispira una griffe
Nella moda tutto può succedere, anche un senzatetto, forse una delle persone più distanti da questo mondo, è arrivato ad ispirare una griffe.
E' successo a John Wesley Jermyn, 56enne che ha passato gli ultimi 20 ballando sui pattini a rotelle nella trendyssima Robertson Boulevard, a West Los Angeles, conquistandosi la fama locale con i nickname di The Crazy Robertson e The Robertson Dancer. Il suo passato è avvolto dal mistero, e molte sono le leggende fiorite sul suo conto.
Qualcuno ha deciso di lanciare una nuova griffe con la sua immagine ed e' stato un successo: a partire da Paris Hilton, oggi ogni Vip ha tra i suoi capi una maglietta con la sua immagine.
Il brand The Crazy Robertson è stato ideato e realizzato da tre amici artisti 23enni, Victor Ackerman, Teddy Hirsh e Alex Kelman, che dopo lunghi corteggiamenti e trattative sono riusciti ad ottenere il nulla osta del bizzarro personaggio, il quale ha fatto da consulente per il design dei capi e si è prestato a farsi fotografare per la campagna stampa della "sua linea".
A lui spetterà il 5% netto dei ricavi delle vendite. Che non sarà poco, considerato che ora, per quasi 100 dollari, le T-Shirt di The Crazy Robertson vanno a ruba da Kitson, uno degli store più cool di LA, dove vengono vendute fianco a fianco alle creazioni di Victoria Beckham e Gwen Stefani.
Anche se, in realtà John Wesley non vuole che il denaro entri nella sua vita ed ha quindi chiesto di essere pagato con cibo, bevande e sigarette. Una delle T-shirt più ricercate - non a caso - è infatti stampata con la scritta: No money, no problems
fonte
grazie alla SIMO per il suggerimento
Solo da uno che ha vissuto la strada per 20 anni poteva "pretendere" un guadagno simile, magari "il nostro" prima viveva una vita agiata e adesso avendo capito il valore reale dei soldi l'unico compenso che pretende è quello che c'è scritto su nell'articolo.
A questo punto mi vien da pensare: prendiamo tutta la marea di giochi televisivi e ammenicoli vari compresi gratta e vinci e lotterie, se anzicchè premiare in soldi premiassero in beni "normali" di consumo, avrebbero lo stesso successo???
Ringrazio di nuovo la Simo per il suggerimento e aspetto con ansia le Vs. risposte.
ADMAIORA...
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Nella moda tutto può succedere, anche un senzatetto, forse una delle persone più distanti da questo mondo, è arrivato ad ispirare una griffe.
E' successo a John Wesley Jermyn, 56enne che ha passato gli ultimi 20 ballando sui pattini a rotelle nella trendyssima Robertson Boulevard, a West Los Angeles, conquistandosi la fama locale con i nickname di The Crazy Robertson e The Robertson Dancer. Il suo passato è avvolto dal mistero, e molte sono le leggende fiorite sul suo conto.
Qualcuno ha deciso di lanciare una nuova griffe con la sua immagine ed e' stato un successo: a partire da Paris Hilton, oggi ogni Vip ha tra i suoi capi una maglietta con la sua immagine.
Il brand The Crazy Robertson è stato ideato e realizzato da tre amici artisti 23enni, Victor Ackerman, Teddy Hirsh e Alex Kelman, che dopo lunghi corteggiamenti e trattative sono riusciti ad ottenere il nulla osta del bizzarro personaggio, il quale ha fatto da consulente per il design dei capi e si è prestato a farsi fotografare per la campagna stampa della "sua linea".
A lui spetterà il 5% netto dei ricavi delle vendite. Che non sarà poco, considerato che ora, per quasi 100 dollari, le T-Shirt di The Crazy Robertson vanno a ruba da Kitson, uno degli store più cool di LA, dove vengono vendute fianco a fianco alle creazioni di Victoria Beckham e Gwen Stefani.
Anche se, in realtà John Wesley non vuole che il denaro entri nella sua vita ed ha quindi chiesto di essere pagato con cibo, bevande e sigarette. Una delle T-shirt più ricercate - non a caso - è infatti stampata con la scritta: No money, no problems
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grazie alla SIMO per il suggerimento
Solo da uno che ha vissuto la strada per 20 anni poteva "pretendere" un guadagno simile, magari "il nostro" prima viveva una vita agiata e adesso avendo capito il valore reale dei soldi l'unico compenso che pretende è quello che c'è scritto su nell'articolo.
A questo punto mi vien da pensare: prendiamo tutta la marea di giochi televisivi e ammenicoli vari compresi gratta e vinci e lotterie, se anzicchè premiare in soldi premiassero in beni "normali" di consumo, avrebbero lo stesso successo???
Ringrazio di nuovo la Simo per il suggerimento e aspetto con ansia le Vs. risposte.
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